La Basilicata che racchiude in appena undicimila chilometri quadrati tutte le varietà del paesaggio italiano, è una delle regioni d’Italia più genuine, dove chi domina è ancora la natura che non ha ceduto del tutto il passo all’uomo.
Qui la vite si contende il terreno con il più diffuso ulivo. Il vulcano spento Vulture, domina l’altopiano con i suoi 1300 metri di altezza. La sua lava si è mischiata con il suolo ricco di argilla, calcio, azoto e tufo creando un terroir unico nel suo genere e nel panorama vitivinicolo del mediterraneo. La componente di origine vulcanica conferisce ai vini una particolare mineralità e sapidità. Il vitigno più diffuso in Basilicata è l’Aglianico, dal nome del vitigno greco Ellenico.
Suoli con matrice vulcanica, una luce speciale ed un clima continentale, caratterizzato da inverni molto freddi ed estati calde con forti escursioni termiche, scandiscono i ritmi del territorio del Vulture. Ed è da questo terroir particolare ed unico nella sfera del mediterraneo che nascono vini unici, minerali e con spiccati sentori di spezie.
RE MANFREDI
Per questa terra Federico II di Svevia ebbe particolare predilezione e rimangono a testimonianza stupendi castelli ancora perfettamente conservati. Re Manfredi alla morte del padre divenne reggente dell’Italia Meridionale nel 1258. Fu scomunicato dal Papa Innocenzo IV, che fronteggiava la sua indipendenza politica, eletto Re di Sicilia a Palermo, regnò fino al 1266 anno in cui morì nella battaglia di Benevento.
Dante parla di lui nella Divina Commedia. Manfredi emerge dal testo di Dante come una vittima del potere politico del Papa e dell’uso improprio a fini politici dell’istituto, totalmente religioso e spirituale, della scomunica.
Qui Re Manfredi, figlio di Federico II amava ritirarsi, e proprio a lui la cantina dedica il suo pregiato Aglianico.